Come omologare una auto

come omologare una auto

Vuoi una vettura veramente speciale? Ecco come mettere in strada la tua fuoriserie senza rischiare multe o sequestri. Se sei tentato di trasformare in profondità la tua auto, ti farà piacere saper che, almeno tecnicamente, la legge italiana da la possibilità di realizzare il tuo sogno. Pensi sia complicato? Infatti, ma forse posso indicarti ancora un’altra strada..



Il Codice della Strada e la legge la chiamano “certificazione ad unico esemplare” , che in pratica poi significa omologare per uso su strada una vettura molto diversa dall’originale, non solo in qualche componente come la marmitta o i cerchi in lega, prodotti e certificati da qualche fabbricante. Qui si parla anche di modificare la tua auto in parti che non possiedono certificato di omologazione perché magari le hai trasformate tu o ci ha pensato una officina.

Incredibile ma vero, un sistema c’è. La procedura prevede che tu ti debba rivolgere ad un Centro Tecnico accreditato dal Ministero dei Trasporti, a cui spetta controllare che la tua auto, come la hai trasformata, sia in effetti sicura e possa rientrare nella legge, o almeno in quello che permette di fare con una automobile.

Passato questo esame, Il passo successivo è quello di rivolgersi alla Motorizzazione Civile, la quale farà i suoi controlli, una prova pratica e dunque può procedere ad aggiornare il libretto. E’ una “certificazione  ad unico esemplare”, come ti ho detto, e in aiuto ti viene anche una legge del 2010 che gli appassionati del Tuning conoscono bene. Il Decreto Bersani prevede che, per modificare le caratteristiche della tua auto e aggiungere componenti nuovi che non sono stati previsti all’origine, non ti serve più il nulla osta della casa costruttrice, insomma una sua autorizzazione, che per altro non ti concederebbe mai.

Pensi che la certificazione ad unico esemplare abbia risolto i tuoi problemi?  In effetti questo meccanismo non funziona. I tecnici del Ministero possono chiederti una valanga di prove e carte firmate da tecnici, che ti costa molto ottenere, e alla fine rifiutarsi di aggiornare il tuo libretto di circolazione, cosa che succede nel 90% dei casi. Come fare allora? Basta passare per la Germania!

Dell’omologazione di una auto si occupano  ben 19 leggi della Comunità Europea che lo Stato Italiano deve riconoscere per forza, e dunque la seconda strada per risolvere il tuo problema è utilizzarle tutte a tuo vantaggio. In Germania esiste il TUV , una società privata che pero’ fa omologazioni in accordo con il Ministero dei Trasporti Tedesco e che si occupa anche di auto modificate come esemplari unici.

Se hai sostituito pochi pezzi è molto facile perché, se i nuovi componenti sono già omologati a livello europeo o certificati dallo stesso TUV, tutto funziona in automatico e non servono ulteriori collaudi. E il caso di cerchi in lega, ammortizzatori, impianti di scarico e perfino kit in plastica per la carrozzeria. Non ci sono problemi neppure se i pezzi sono gli stessi usati per una vettura diversa dalla tua, ma della stessa casa automobilistica: la legge presuppone che siano sicuri perché originali. Se invece la maggioranza delle modifiche sono artigianali, l’operazione si complica perché dovranno essere fatte più prove in pista e forse serviranno le analisi di laboratori tecnici esterni, il tutto a carico tuo. Ma puoi ancora riuscire.

Una volta fatti tutti gli esami, viene scritta una relazione che descrive la tua auto trasformata e, attraverso una agenzia specializzata che si occupa di queste pratiche, la vettura viene immatricolata provvisoriamente in Germania con tutte le sue modifiche come autorizzate dal TUV, di cui il Ministero dei Trasporti tedesco si fida: devi pagare il costo della pratica più le tasse e avere una assicurazione, anche se che ti copra per poche settimane.

Le leggi comunitarie a questo punto ti aiutano con il “principio di reciprocità“, ovvero il fatto che, per esempio, se una vettura può liberamente circolare in un paese membro, deve poterlo fare in tutti gli altri, quindi anche nel nostro. Ti basta quindi reimmatricolarla in Italia, e il gioco è fatto.

Cosa ti costa? Pe avere il tuo esemplare unico perfettamente in regola con il codice della strada puoi arrivare a spendere circa 3.000 euro tra tasse e assicurazioni, a cui devi aggiungere i costi delle prove sostenute da TUV o da laboratori tecnici esterni: nei casi più estremi il totale arriva a 10.000 Euro.

Pubblicato da Gianluigi Giannetti il 30 gennaio 2013