Audi SQ5 TDI

Audi SQ5 TDIUna Q5 ma di più, la prima turbodiesel dell’Audi ad incassare una lettera S davanti al nome e messa su come una fucilata secca al centro del mercato delle auto che piacciono. SUV, compatto, diesel e pure sportiva, non solo per i 313 Cv di motore ..!

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Il prezzo parte da 62.850 Euro. Non è poco. Fuori si riconosce, e bene, proprio quel che serve, con una nuova griglia anteriore color platino e un alettone sulla sommità del lunotto posteriore, quattro terminali di scarico ellittici e cerchi da 20 pollici netti di diametro.

A bordo domina il nero, con il padiglione del tetto e la plancia di questo colore, ma al centro del progetto SQ5 c’è il super motore V6 turbodiesel di 2.967 centimetri cubi, sovralimentato da due turbo che lavorano in serie, cioè uno dopo l’altro. Ha una potenza di 313 Cv a 3.900 giri con una coppia massima di 650 Niuton metri tra 1.450 e 2.800 giri. La trazione è di tipo integrale permanente, con un cambio automatico a otto rapporti.

In pratica, se non ti interessano i numeri e basta, diciamo pure che Audi SQ5 è  semplicemente impressionante.
Una catapulta fino dai 1.200 giri, sale senza la minima incertezza sino a 5.200 giri, ossia quando il cambio passa alla marcia superiore anche in modalità manuale. Le prestazioni sono di grande rilievo, con la possibilità di accelerare da 0 a 100 km/h in soli 5,1 secondi: il consumo medio è di 7,2 litri per 100 km, non pochissimo, ma neppure uno sproposito per come va su strada la vettura.

Rispetto alle altre Q5, l’altezza da terra è ridotta di 3 cm. E in ogni caso di serie il sistema “Audi drive select” che permette di scegliere quattro modalità di regolazione delle risposte di motore, cambio, sterzo e ammortizzatori, dalla più economica “Efficiency” a quella personalizzata “Individual” passando per la confortevole e sportiva. La potenza del motore abbinata alle doti di tenuta e maneggevolezza del mezzo permettono di viaggiare in sicurezza e facilità a velocità quasi incredibili. Bisogna addirittura concentrarsi sul tachimetro per non superare di troppo i limiti di velocità e rendersi effettivamente conto dell’andatura adottata.

Pubblicato da Gianluigi Giannetti il 8 dicembre 2012