Autoradio vintage

Nessun display digitale, solo manopole e frequenze da cercare. Un’autoradio vintage conserva quel gusto retrò di un passato volato via troppo in fretta. Chi guida un’auto d’epoca non può “sporcarla” con touch screen e lettori multimediali. Al massimo può montarci un autoradio vintage con mangianastri… Sono molti a sognare di restaurare un’auto d’epoca e riportarla all’antico splendore.

Dopo aver sistemato ciò che batte sotto il cofano, si sale a bordo per rifinire la tappezzeria e eseguire altri piccoli interventi. Tra le elaborazioni da fare a bordo, c’è la sistemazione dell’impianto audio con casse integrate nell’abitacolo e un’autoradio vintage capace di catturare l’attenzione dei passeggeri e di trasmettere buona musica.

Negli anni Cinquanta, le auto di fasci alta (BMW, Jaguar, Porsche e Mercedes) montavano a bordo la Radio Becker Europa TR, l’autoradio vintage mostrato nella foto in alto. Negli anni ’90 si diffusero i primi autoradio a incorporare, oltre il mangianastri, anche il lettore CD: la Ferrari, all’epoca, ospitava a bordo un impianto audio composto da autoradio con lettore cassette e caricatore di 10 cd, era il Blaupunkt Memphis DJ, un’autentica comodità per gli appassionati dell’epoca.

L’autoradio vintage sono certamente ricchi di fascino ma non sono esenti da difetti: chi è abituato a una buona qualità audio potrebbe trovarsi in difficoltà! Alcuni autoradio d’epoca, oltre a non consentire l’accesso a mangianastri o lettori multimediali, consentono di accedere a una gamma più limitata di stazioni radio. Insomma, un autoradio vintage ha certamente fascino da vendere ma non può essere paragonato a un impianto audio di oggi.

Con del buon lavoro di artigianato, un autoradio vintage può suonare con la qualità audio di oggi e senza rinunciare al comfort della vita 2.0. Adattare un impianto audio dei giorni nostri a un’auto d’epoca è difficile, così come è complicato adattare un autoradio vintage a un’auto più moderna: montaggi speciali, configurazioni insolite, problemi con batterie e alimentazione, centraline elettriche da modificare, antenne, fori dalle dimensioni stratosferiche… insomma, se non si è esperti del settore, è davvero difficile montare un autoradio vintage in un’auto dei giorni nostri o viceversa, montare uno stereo dalla tecnologia odierna su un’auto d’epoca. In questo contesto meglio affidarsi a degli esperti così da congiungere tutti gli aspetti positivi di un autoradio vintage a

Nel panorama internazionale, non mancano ingegneri e progettisti che riescono a proporre autoradio vintage hitech. Parliamo di autoradio che conservano l’aspetto vintage e originale di una radio d’epoca, ma che implementano, in modo nascosto, tutta la tecnologia dei giorni nostri. L’autoradio vintage sembra quello di fabbrica, originale, ma con personalizzazioni hitech che vanno a integrare, a scelta dell’utente, le tecnologie più recenti quali:

  • accesso a lettori CD
  • riproduzione da lettori multimediali come iPod
  • accesso a Sirius Radio/xma satellitare
  • lettore cassette

La qualità audio dell’autoradio vintage non viene penalizzata in alcun modo grazie alla possibilità, non solo di sostituire gli altoparlanti in dotazione nell’auto d’epoca, ma anche di aggiungerne altri, di quelli più moderni, senza destare nell’occhio. Per esempio, le auto d’epoca Volkswagen prodotte tra il 1957 e il 1977, possono essere equipaggiate con gli innovativi altoparlanti 6″X9 Pro Audio che si nascondono bene sul retro del cassetto di bordo. Chi non vuole aggiunte, può scegliere un unico altoparlante dalla doppia bobina, da poter montare al posto del diffusore audio originale così da avere un miglioramento della qualità senza fare modifiche.

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Pubblicato da Anna Sepe il 16 settembre 2015