Costo nazionalizzazione auto

Costo nazionalizzazione auto

Costo nazionalizzazione auto: quali sono gli obblighi di legge, quanto costa importare un’auto dall’estero e come fare. Possibili sanzioni, costi e IVA.

Nazionalizzazione auto: che cosa significa

Per nazionalizzazione auto s’intende quel processo atto a importare un veicolo dall’estero per poi provvedere all’iscrizione al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) e alla Motorizzazione civile. Potrebbe interessarvi la lettura del nostro articolo: come immatricolare un’auto dall’estero.

Nazionalizzazione auto: come fare

In genere, a provvedere alla nazionalizzazione di un’auto ci pensa il Concessionario o l’importatore addetto. Tuttavia, se siete in trattativa per acquistare un’auto nuova o usata da un paese straniero, potete nazionalizzare l’auto procedendo in autonomia.

Per prima vosa, dovrete recarvi presso gli uffici provinciali della motorizzazione civile e mostrare di documenti dell’auto e un documento di pagamento che attesti l’avvenuto versamento dell’IVA. Qui avrete modo di firmare il Modulo TT2119.

A seguito di tale verifica, sarà possibile richiedere l’immatricolazione dell’auto straniera qui in Italia con conseguente iscrizione al PRA. Per l’iscrizione al PRA dell’auto straniera, si potrà seguire un percorso diverso in base alla provenienza del veicolo: se l’auto proviene da un paese dell’Unione Europea (Germania, Francia, Polonia…) occorre rivolgersi allo Sportello Telematico dell’Automobilista (Sta), al contrario, se l’auto straniera prioviene da paesi extra europei bisogna recarsi presso gli uffici della Motorizzazione.

Nazionalizzazione auto: obblighi di legge e sanzioni

Gli obblighi di legge previsti per l’importazione e l’immatricolazione di un’auto qui in Italia prevedono il versamento dell’IVA. Se l’auto proviene da un Paese dell’Unione europea, dovete recarvi allo Sportello Telematico dell’Automobilista e presentare tale documentazione necessaria:

  • Fotocopia del documento di identità
    se il documento è straniero, occorre una traduzione certificata che dovrete farvi rilasciare dall’ambasciata o consolato.
  • Dichiarazione sostitutiva del certificato di residenza dell’acquirente.
  • Modelli NP2C e NP2D compilati
    si possono scaricare dal sito dell’ACI
  • Atto di vendita con firme autenticate
  • Certificato di omologazione o conformità europeo
  • Modulo TT2119 firmato dall’acquirente presso gli uffici della Motorizzazione

Casi particolari:

  • Se ad acquistare il veicolo è una società, è necessaria la dichiarazione sostitutiva del legale rappresentate che attesta la sede.
  • Se l’acquirente è un cittadino extracomunitario, sarà necessario il permesso di soggiorno.

Nazionalizzazione auto: costi e IVA

Se acquistate un’automobile nuova in un altro paese dell’UE con l’intento di importarla in Italia, non dovete pagare l’IVA nel paese in cui è avvenuto l’acquisto bensì dovrete versarla in Italia, cioè nel paese in cui l’automobile deve essere immatricolata.

L’IVA è dovuta solo se l’auto da nazionalizzare è stata acquistata nuova. Non sarà necessario pagare l’iva se l’auto si acquista usata.

Attenzione! Per “automobile nuova” s’intende un veicolo che ha percorso meno di 6 000 km o che ha meno di sei mesi.

Mettendo da parte l’IVA, il costo di nazionalizzazione auto è piuttosto accessibile. I costi comprendono:

  • Imposta provinciale di trascrizione (IPT)
    varia a seconda del veicolo e dalla provincia di residenza
  • Diritti ACI
    27 euro
  • Imposta di bollo per iscrizione al PRA
    32 euro 
  • Imposta di bollo per il DTT
    24,94 euro
  • Diritti DTT
    9 euro
  • Costi per il rilascio delle targhe
    Il costo varia dal veicolo e dal tipo di targa

Immatricolare un’auto all’estero

Sulle strade italiane stanno spopolando auto immatricolate in Polonia o in altri paesi dell’Est. In realtà si tratta di cittadini italiani che, per evadere il pagamento del Bollo auto, decidono di immatricolare l’auto all’estero saltando il processo di nazionalizzazione. Anzi, talvolta l’auto è acquistata in Italia ma immatricolata all’estero.

E’ in questo caso che possono scattare le sanzioni anche se, per la Polizia stradale, dimostrare il reato è davvero difficile.

Saltando la nazionalizzazione auto e immatricolando la vettura all’estero, l’automobilista risparmia la tassa di circolazione annuale e anche i costi dell’RC auto. Per tutte le informazioni, le eventuali multe e i rischi legati a tale pratica, vi invitiamo a leggere l’articolo Come immatricolare un’auto all’estero.

Pubblicato da Anna Sepe il 31 dicembre 2016