
La risposta giusta dipende dai tuoi chilometri, da dove passi l’inverno e da quanti anni ha la macchina. Cinque domande per capirlo da solo, prima ancora di chiedere al gommista.
Chiedi a due persone che fanno lo stesso tragitto se conviene passare alle quattro stagioni e ti daranno risposte opposte. Hanno ragione entrambe. Quella gomma è un compromesso tecnico, e un compromesso rende bene o male a seconda di quello che gli chiedi.
1. Quanti chilometri fai davvero?
Il numero che dici a memoria è quasi sempre sbagliato per eccesso. Guarda il contachilometri, dividi per gli anni di possesso e prendi quello come riferimento. Sotto i 10.000 chilometri l’anno il doppio treno stagionale diventa difficile da giustificare, perché le gomme invecchiano prima di consumarsi e ti ritrovi con due set che scadono per anzianità anziché per usura. Sopra i 25.000 il discorso si ribalta. Lì l’usura corre, e una gomma specializzata ti restituisce più chilometri utili nella stagione in cui lavora.
2. Dove passi da novembre a marzo?
Pesa più l’altimetria del tragitto che l’indirizzo di residenza. Se ogni mattina scendi in pianura e la sera risali di quota, o se attraversi tratte soggette a ordinanza invernale, un quattro stagioni con le marcature giuste ti tiene in regola dodici mesi su dodici senza fermarti dal gommista due volte l’anno. Se invece il tuo inverno è fatto di città, asfalto sopra lo zero e una nevicata ogni tre anni, la gomma tuttofare copre già il rischio che corri per davvero.
3. Che anni ha la macchina?
Il parco auto italiano è vecchio, e la cosa cambia i conti più di quanto sembri. Secondo l’Annuario Statistico ACI 2025, nel 2024 l’età media delle vetture circolanti ha toccato i 13 anni, e quasi una su quattro è ancora Euro 0-3. Se la tua rientra in quella fetta, il ragionamento si semplifica: su un’auto che vale poco e che pensi di tenere ancora due o tre stagioni, immobilizzare denaro su due treni completi ha poco senso, mentre un solo set di buona qualità alza il livello di sicurezza subito.
4. Quanto ti costa il doppio treno, deposito compreso?
Qui i conti saltano quasi sempre, perché si guarda soltanto il prezzo delle gomme. Aggiungi due montaggi l’anno, l’equilibratura, le valvole nuove, e il deposito stagionale se in garage non hai spazio. Poi proietta il totale su quattro anni. Il calcolo vero si fa in cinque minuti: prendi il prezzo di un treno estivo e di uno invernale nella tua misura, sommali, e confrontali con un treno di quattro stagioni della stessa fascia. Sui siti dei rivenditori specializzati, Euroimport Pneumatici compreso, i prezzi sono ordinati per misura, quindi il confronto lo chiudi in una schermata. Tanto per inquadrare la voce di spesa nel bilancio familiare: sempre l’ACI calcola in 29 miliardi di euro quanto gli italiani hanno speso in manutenzione e riparazione nel corso del 2024.
5. Che guidatore sei?
L’ultima domanda è la meno tecnica e la più decisiva. Se il tuo tragitto è breve e prevedibile, se guidi con calma, se non hai mai sentito l’auto scomporsi sotto di te, il compromesso non ti pesa addosso. Se invece carichi la macchina fino al tetto, se fai autostrada con il fondo bagnato, se ti capita di rientrare di notte da un passo, la specializzazione qualcosa te la restituisce. I test indipendenti degli ultimi anni raccontano che i migliori quattro stagioni hanno accorciato parecchio la distanza dalle gomme dedicate. Accorciata, però, non azzerata.
Se hai risposto in modo coerente a tutte e cinque, la scelta l’hai già fatta senza accorgertene. Chilometraggio basso e inverni miti portano al quattro stagioni. Chilometraggio alto e strade di montagna portano ai due treni. In mezzo resta una zona grigia dove funzionano entrambe le soluzioni, e lì decide il portafoglio.
