Multa contromano: quanto si paga e cosa succede alla patente

Automobile ferma prima di una strada con segnale di senso vietato.

La multa per guida contromano parte da 167 euro, ma l’importo cambia secondo la strada e le condizioni in cui viene commessa l’infrazione. Percorrere una curva senza visibilità, imboccare la carreggiata sbagliata o procedere nel senso opposto in autostrada comporta conseguenze diverse, anche molto pesanti.

Oltre alla somma da pagare, bisogna considerare la perdita dei punti e i provvedimenti sulla patente. La sospensione può scattare anche nel caso ordinario, quando ricorrono le condizioni previste per la sospensione breve. Per capire cosa succede davvero, il punto di partenza è l’articolo del Codice della strada indicato nel verbale.

Multa contromano: gli importi sulle strade ordinarie

L’articolo 143, comma 11, del Codice della strada prevede una sanzione da 167 a 665 euro per la circolazione contromano. È l’ipotesi ordinaria, da distinguere dalle situazioni più pericolose disciplinate dal comma successivo e dalle regole specifiche per autostrade e strade extraurbane principali.

La multa sale da 327 a 1.308 euro se il veicolo procede contromano in corrispondenza di curve, raccordi convessi, cioè dossi, o altri tratti con visibilità limitata. Lo stesso intervallo si applica quando si percorre contromano una carreggiata su una strada divisa in più carreggiate separate, salvo l’applicazione delle disposizioni specifiche previste per determinate categorie di strada.

La differenza dipende quindi dalle caratteristiche del tratto percorso, non soltanto dalla distanza. Un rettilineo e una curva che impedisce di vedere i veicoli in arrivo presentano rischi diversi. Per questo nel verbale devono essere lette insieme la descrizione del comportamento, il luogo e il comma contestato.

L’assenza di un incidente non esclude la sanzione: la circolazione contromano può essere punita anche senza urti o danni. Allo stesso modo, essersi accorti rapidamente dell’errore non rende automaticamente irrilevante il tratto già percorso.

Quanti punti si perdono e quando viene sospesa la patente

Agente della polizia locale consegna un verbale a un automobilista durante un controllo.

Il contromano previsto dall’articolo 143, comma 11, comporta la decurtazione di 4 punti. Per le situazioni del comma 12, come curve, dossi e carreggiate separate, la perdita sale a 10 punti. Pagare la multa non evita questa conseguenza: la sanzione economica e la decurtazione dei punti patente seguono le rispettive regole.

Per il comma 12 è prevista anche la sospensione ordinaria della patente da uno a tre mesi, che diventa da due a sei mesi in caso di recidiva. Per i neopatentati operano inoltre le regole sul raddoppio dei punti nei primi tre anni e gli aumenti della sospensione ordinaria previsti dall’articolo 218-bis.

Anche il contromano ordinario può portare alla sospensione breve della patente, disciplinata dall’articolo 218-ter. Per una patente italiana, se al momento dell’accertamento il conducente ha da 10 a 19 punti, la durata è di 7 giorni; con meno di 10 punti diventa di 15 giorni. Il periodo raddoppia se il conducente ha provocato un incidente, anche una fuoriuscita dalla strada senza coinvolgere altri veicoli.

Conta il saldo già registrato al momento del controllo: non si sottraggono prima i punti della nuova infrazione per far scattare la sospensione breve. Occorre inoltre che il conducente sia stato identificato al momento della violazione. La successiva comunicazione dei suoi dati, dopo la notifica al proprietario, non equivale a questa identificazione.

Contromano in autostrada e sulle strade extraurbane principali

Per autostrade e strade extraurbane principali si applica l’articolo 176 del Codice della strada. La circolazione contromano sulle carreggiate, sulle rampe o sugli svincoli comporta una sanzione da 2.046 a 8.186 euro.

Le conseguenze comprendono la revoca della patente e il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi. In caso di reiterazione delle violazioni, al posto del fermo è prevista la confisca amministrativa. La revoca fa perdere il titolo di guida: non consiste nell’attendere la fine di un periodo di sospensione per riavere lo stesso documento.

Per questa violazione non è ammesso il pagamento in misura ridotta. L’importo minimo di 2.046 euro, quindi, non va interpretato come una somma che si può sempre versare entro sessanta giorni per chiudere il procedimento. Il verbale viene trasmesso al prefetto, che determina la sanzione secondo la procedura prevista.

Un’uscita mancata non autorizza a invertire la marcia o a tornare indietro. Occorre proseguire fino all’uscita successiva e ricalcolare il percorso: anche rampe e svincoli rientrano espressamente nella disposizione.

Contromano per errore e incidenti: cosa cambia

Una svolta sbagliata, una strada poco conosciuta o un’indicazione del navigatore possono spiegare l’accaduto, ma l’errore non annulla automaticamente la multa. Per le sanzioni amministrative, l’errore sul fatto esclude la responsabilità soltanto quando non dipende da colpa, secondo l’articolo 3 della legge 689 del 1981.

Dire di non avere visto un cartello non basta, da solo, a dimostrare questa condizione. Un’eventuale contestazione deve riguardare circostanze concrete, come la segnaletica effettivamente presente, la sua visibilità e la ricostruzione del percorso. Fotografie scattate in sicurezza e documenti relativi a modifiche della viabilità possono aiutare a chiarire i fatti, senza garantire l’accoglimento del ricorso.

Le conseguenze diventano più gravi se si provoca un incidente. L’articolo 143, comma 12, prevede la confisca del veicolo quando dalla circolazione contromano nelle situazioni disciplinate da quel comma deriva un incidente con morte oppure lesioni personali gravi o gravissime.

Questa disposizione riguarda dunque condizioni precise. Non significa che qualsiasi piccolo urto avvenuto mentre si procede contromano comporti automaticamente la confisca. La dinamica, il tratto stradale e la gravità delle conseguenze devono essere accertati.

Pagamento, sconto e ricorso: cosa controllare sul verbale

Nel caso ordinario dell’articolo 143, comma 11, quando è ammesso il pagamento in misura ridotta, si possono pagare 167 euro entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notifica. Se ricorrono anche le condizioni per lo sconto del 30% entro cinque giorni, la somma scende a 116,90 euro, oltre alle eventuali spese di notifica.

Lo sconto non spetta quando si applica la sospensione della patente, compresa quella breve. È quindi escluso nelle ipotesi del comma 12 e anche nel contromano ordinario quando scatta la sospensione prevista dall’articolo 218-ter. Per il contromano in autostrada disciplinato dall’articolo 176, comma 19, è escluso lo stesso pagamento in misura ridotta.

Prima di versare una somma, controlla articolo, comma, importi e scadenze indicati nel verbale. Verifica anche l’eventuale richiesta di comunicare i dati del conducente: pagare non sostituisce questo adempimento. Quando il conducente non è stato identificato, l’articolo 126-bis prevede la comunicazione dei suoi dati personali e della patente entro sessanta giorni dalla notifica.

Per contestare il verbale, le vie ordinarie sono il ricorso al prefetto entro sessanta giorni oppure, per chi risiede in Italia, al giudice di pace entro trenta giorni dalla contestazione o dalla notifica. Sono alternative tra loro e presuppongono che non sia già stato effettuato il pagamento in misura ridotta. Il ricorso deve indicare motivi verificabili e riferiti al caso concreto: un errore materiale va valutato per il suo effettivo rilievo, senza presumere che qualsiasi imprecisione renda nulla la multa.

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