Limiti velocità neopatentati: regole, durata e sanzioni

Limiti velocità neopatentati durante la guida in autostrada

I limiti velocità neopatentati sono più bassi rispetto a quelli normalmente previsti per gli automobilisti con maggiore esperienza. Per i primi tre anni dal conseguimento della patente, il conducente non può superare i 100 km/h in autostrada e i 90 km/h sulle strade extraurbane principali.

La limitazione opera automaticamente e non dipende dall’età del titolare. Una persona che consegue la patente B a 18 anni deve rispettare le stesse regole di chi supera l’esame a 30, 40 o 50 anni. Il periodo viene calcolato dalla data di superamento della prova pratica, mentre eventuali limiti più bassi indicati dalla segnaletica stradale restano sempre validi.

Confondere il limite personale con quello generale della strada può costare caro. Oltre alla sanzione economica, la violazione delle regole dedicate ai neopatentati comporta la sospensione della patente da due a otto mesi. Per viaggiare senza errori occorre quindi considerare sia la categoria della strada sia il tempo trascorso dal conseguimento del documento.

Quali sono i limiti da rispettare

L’articolo 117 del Codice della strada stabilisce che, nei primi tre anni dal conseguimento delle patenti A2, A, B1 e B, non è consentito superare i 100 km/h sulle autostrade e i 90 km/h sulle strade extraurbane principali. La regola riguarda dunque anche i titolari di alcune patenti per motocicli, non soltanto gli automobilisti con patente B.

In autostrada il limite ordinario per un’automobile può arrivare a 130 km/h, ma un neopatentato deve fermarsi a 100 km/h. Non conta che il traffico sia scarso, il fondo sia asciutto o il veicolo disponga di moderni sistemi di assistenza. Il limite personale rimane valido per tutto il periodo previsto.

Sulle strade extraurbane principali, riconoscibili dalla specifica segnaletica e dalle caratteristiche costruttive, il limite massimo per il neopatentato è di 90 km/h. Per gli altri conducenti il limite ordinario può raggiungere i 110 km/h, salvo diverse indicazioni presenti sul tratto percorso.

Il Codice non prevede invece una riduzione specifica per le strade extraurbane secondarie, le strade locali e i centri abitati. Su una strada extraurbana secondaria il neopatentato può quindi rispettare il limite ordinario di 90 km/h, se non sono presenti cartelli più restrittivi. Nei centri abitati si applica normalmente il limite di 50 km/h, oppure quello diverso indicato dalla segnaletica.

La distinzione tra strada extraurbana principale e secondaria non può essere ricavata soltanto dalla larghezza della carreggiata. Una strada ampia e scorrevole non è necessariamente classificata come principale. Per evitare equivoci bisogna osservare i cartelli posti all’ingresso del tratto e rispettare sempre il limite segnalato.

Per quanto tempo valgono le limitazioni

I limiti ridotti restano in vigore per i primi tre anni dal conseguimento della patente. Il conteggio parte dalla data di superamento dell’esame pratico e non dalla consegna materiale della tessera. Le limitazioni sono automatiche e non devono essere annotate con una dicitura particolare sul documento.

Una patente conseguita il 10 settembre 2026 sarà soggetta ai limiti specifici fino al 10 settembre 2029. Dal termine del periodo il conducente potrà rispettare i limiti ordinari previsti per la strada e per il veicolo utilizzato, senza dover presentare domande o richiedere aggiornamenti.

Il rinnovo, il duplicato per smarrimento o il cambio di residenza non fanno ripartire i tre anni. A contare è sempre il momento del primo conseguimento della patente della categoria interessata. La semplice emissione di una nuova tessera non trasforma nuovamente il titolare in neopatentato.

La situazione richiede maggiore attenzione nel passaggio tra categorie diverse. L’articolo 117 richiama espressamente le patenti A2, A, B1 e B, mentre le regole possono dipendere dalla data in cui è stata ottenuta la specifica abilitazione. Prima di guidare un veicolo appartenente a una nuova categoria conviene quindi verificare la propria posizione.

Non bisogna confondere i limiti di velocità con quelli relativi alla potenza dell’automobile. Entrambi durano attualmente tre anni per i titolari di patente B interessati dalle nuove disposizioni, ma seguono criteri differenti. La durata triennale della limitazione di velocità era già prevista prima delle modifiche introdotte alla disciplina delle auto guidabili.

Cosa cambia con pioggia e limiti più bassi

Il limite personale del neopatentato non sostituisce la segnaletica e non autorizza a viaggiare sempre a 100 o 90 km/h. Rappresenta soltanto la velocità massima che non può essere superata su autostrade e strade extraurbane principali. Se un cartello impone 80, 70 o 50 km/h, prevale il valore più basso.

In presenza di pioggia, neve o altre precipitazioni, il limite ordinario sulle autostrade scende da 130 a 110 km/h. Il neopatentato resta però soggetto al proprio limite di 100 km/h in autostrada, perché è più restrittivo. Sulle strade extraurbane principali il limite previsto in caso di precipitazioni è di 90 km/h, quindi coincide con quello già applicabile al neopatentato.

La velocità massima consentita non coincide necessariamente con quella sicura. Nebbia, traffico intenso, fondo ghiacciato, lavori in corso o visibilità ridotta possono richiedere un’andatura molto inferiore. Il conducente deve sempre regolare la velocità in base alle condizioni del veicolo, della strada e della circolazione.

Anche i sistemi Tutor calcolano la velocità media tenuta tra due punti del percorso. Un neopatentato non dovrebbe quindi impostare il regolatore di velocità sul limite generale dell’autostrada, perché il sistema non conosce automaticamente da quanto tempo il conducente possiede la patente.

Alcune automobili permettono di programmare un avviso acustico al raggiungimento di una determinata velocità. Impostarlo poco prima dei 100 km/h può aiutare a evitare superamenti involontari, specialmente durante i lunghi viaggi. Resta comunque necessario controllare i cartelli, poiché il limite effettivo della strada può essere molto più basso.

Quali sanzioni rischia il neopatentato

Controllo del tachimetro per rispettare i limiti velocità neopatentati

La violazione dei limiti previsti dall’articolo 117 comporta una sanzione amministrativa compresa tra 165 e 660 euro. Alla multa si aggiunge la sospensione della validità della patente per un periodo da due a otto mesi. Le conseguenze risultano quindi più pesanti di una semplice sanzione pecuniaria.

La sospensione può creare problemi concreti per studio, lavoro e spostamenti quotidiani. Durante il periodo stabilito non è possibile guidare e l’inosservanza del provvedimento può generare ulteriori conseguenze. L’idea di superare il limite soltanto per pochi minuti può quindi trasformarsi in un lungo parcheggio forzato.

Se la velocità tenuta supera anche il limite generale o quello indicato dalla segnaletica, possono entrare in gioco le sanzioni previste dall’articolo 142. Il Codice distingue gli importi in base all’entità del superamento: fino a 10 km/h, oltre 10 e fino a 40 km/h, oltre 40 e fino a 60 km/h oppure oltre 60 km/h.

Le violazioni più gravi possono comportare una seconda sospensione della patente e la decurtazione dei punti. Nei primi tre anni, i punti previsti per le infrazioni vengono raddoppiati. Una perdita ordinaria di tre punti, per esempio, diventa una sottrazione di sei punti per il neopatentato.

La tolleranza applicata dagli strumenti di rilevazione non deve essere considerata un margine da utilizzare volontariamente. Serve a compensare l’incertezza tecnica dell’apparecchiatura e viene applicata nel calcolo della velocità accertata. Guidare confidando sistematicamente in quel piccolo margine significa trasformare ogni autovelox in una roulette.

Quando la violazione viene rilevata senza fermare subito il veicolo, il proprietario può essere chiamato a comunicare i dati del conducente. Omettere la comunicazione entro il termine indicato comporta una sanzione aggiuntiva, anche se impedisce l’attribuzione automatica dei punti. Il verbale deve quindi essere letto con attenzione, verificando scadenze e adempimenti.

Limiti di velocità e potenza dell’auto

I limiti di velocità non devono essere confusi con quelli che stabiliscono quali automobili può guidare un neopatentato. Per le patenti B conseguite dopo l’entrata in vigore delle modifiche del dicembre 2024, nei primi tre anni non è consentita la guida di autoveicoli con potenza specifica superiore a 75 kW per tonnellata.

Per i veicoli della categoria M1, comprese le automobili elettriche e ibride plug-in, si applica anche un limite di potenza massima pari a 105 kW. Entrambi i requisiti devono essere rispettati: un’auto potrebbe rientrare nel rapporto potenza-peso ma superare la potenza massima complessiva.

La verifica può essere effettuata attraverso il servizio dedicato del Portale dell’automobilista, inserendo la targa del veicolo. Affidarsi soltanto ai cavalli dichiarati in una pubblicità o alla cilindrata del motore non basta, perché il controllo considera dati tecnici specifici.

La presenza a bordo di un accompagnatore esperto può eliminare, nelle condizioni previste dalla legge, la limitazione relativa alla potenza del veicolo. Questa eccezione non modifica però i limiti velocità neopatentati. Anche con un conducente esperto seduto accanto, non si possono superare 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane principali.

Prima di un viaggio è utile controllare la data di conseguimento della patente, la categoria della strada e la compatibilità dell’automobile. Un navigatore può segnalare il limite generale, ma non sempre tiene conto della condizione personale del conducente. La responsabilità resta di chi guida.

Rispettare i limiti nei primi tre anni non significa soltanto evitare multe. L’esperienza si costruisce imparando a valutare distanze, traffico, condizioni meteorologiche e reazioni del veicolo. Una velocità più contenuta lascia maggiore spazio per correggere un errore e trasforma i primi chilometri in una vera palestra di guida, senza bisogno di collezionare verbali come figurine.

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